Il Poker di Joyamo.it

Non era mai successo nella storia della World Series Of Poker, il campionato del mondo di poker, che un italiano raggiungesse la finale dell’evento principale da 10mila dollari di iscrizione, che conta migliaia di iscritti nel mondo e raccoglie i migliori players del momento.
Ora Filippo Candio, 26 anni di Cagliari, giocatore professionista di poker da ormai diversi anni, punta ai massimi livelli. Vuole ottenere definitivamente lo sponsor che, in questo momento della carriera gli mancava, e vuole provare l’impresa storica di diventare campione del mondo, oltre che il giocatore italiano più forte di tutti i tempi.
L’impresa è in parte già compiuta: Candio ha chiuso il tavolo finale di un torneo da 7,319 iscritti garantendosi già un premio minimo di 811,000 dollari, giocando per 12 giorni con una media di 11 ore al giorno. Gli italiani iscritti erano 81, un numero come sempre molto contenuto e, non a caso, il miglior risultato fino ad oggi era il 43esimo posto di Corrado Dedde Montagna centrato nel 2009 e battuto anche da Gianni Direnzo di PartyPoker (che si è qualificato online con 9 euro vincendo 255mila dollari) piazzatosi 29esimo, l’ultimo ad uscire prima di Pippo Candio. Questi numeri devono far riflettere sulla portata di un’impresa che, probabilmente, è paragonabile alla vittoria del campionato del mondo di calcio e che difficilmente si ripeterà nei prossimi anni anche se tutti gli appassionati italiani di poker ci sperano.
Il World Series Of Poker esiste ormai da 40 anni ed è tempo che abbia il suo primo campione italiano.

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Tra le nuove dipendenze c’è la dipendenza da web, al suo interno si configurano numerose variazioni sul tema, c’è la dipendenza da sesso virtuale, quella da social network e quella per il gioco online.
Ad evidenziare in particolare la dipendenza da gioco in rete è stata, recentemente, dottoressa Paola Vinciguerra, una studiosa dell’EuroDap, l’Associazione Europea Disturbi da attacchi ossessivo-compulsivi.
La studiosa s’è scagliata violentemente contro la diffusione massiccia di questi “passatempi”.
A metterla in allarme sono state le ultime statistiche di EuroDap su Win for life, considerato dal 60% degli intervistati “un gioco come un altro”, e dal 30% “un gioco eccitante”. Il fattore preoccupante è che solo il 10% di essi lo percepisce come pericoloso. Lo vedono viceversa come una possibilità di “vincita facile“.
Niente di più errato. E la dottoressa Vinciguerra a tal proposito spiega: “Le persone che giocano ai giochi d’azzardo come Poker on line, come Win for Life ed altri, sperando di risolvere i loro problemi economici rincorrendo all’illusione della vincita, ma rischiano la salute mentale.

poker room

Ma Marco Trucco, responsabile per l’Italia di Everest Poker, una delle poker room più note, fa una precisazione: “Il 99,4% degli appassionati di poker online gioca sul web per puro divertimento, è sbagliato affiancare il poker, che ha il merito di allenare la mente, ai giochi d’azzardo tradizionali”.
Per Trucco, che si scaglia aspramente contro la dottoressa Vinciguerra, il poker texano non sarebbe un gioco pericoloso, ma un valido allenamento per la mente.
Effettivamente affiancare il poker a Win for Life dimostra una scarsa conoscenza di questi giochi.
In ogni caso ogni gioco può essere divertente e/o pericoloso, così come ogni altra attività in rete e fuori da essa. Tutto può far male, ogni cosa può creare dipendenza, gli eccessi vanno sempre evitati.

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In seguito all’entrata nel capitale di Microgame del fondo di private equity internazionale Monitor Clipper Partners L.P. (MCP), Fabrizio D’Aloia ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti dell’accordo con Monitor Clipper Partners che ci permetterà di investire nel nostro core business di provider per offrire una gamma di servizi sempre più completa e competitiva agli operatori di gioco che sono e continueranno ad essere il motore del nostro successo. Il nuovo assetto societario permetterà di disporre delle risorse necessarie a far compiere alla società un’ulteriore crescita, consolidando così la posizione nel mercato italiano, che vede ormai Microgame assoluta protagonista in tutti i segmenti regolamentati tra cui il Poker on line e in generale il nascente mercato degli Skill Games e dei giochi da Casinò nonché quello, più tradizionale, delle scommesse a quota fissa. Tra i prossimi obiettivi vi è quello di esportare il nostro modello all’estero, sfruttando le opportunità che nasceranno dall’apertura di nuovi importanti mercati europei.”

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